August Schmarsow
FEDERICO BAROCCI
Un capostipite della pittura barocca

a cura di
Luigi Bravi
con un saggio di
Andrea Emiliani


Urbino 2010
Pagine 163, illustrazioni n.13

Per un secolo netto la monografia dedicata da Schmarsow, presso l’Associazione Reale Sassone per la Storia dell’Arte, alla figura dell’artista urbinate, Federico Barocci: ein Begründer des Barockstils in der Malerei, e cioè Un capostipite della pittura barocca, pubblicata da Teubner a Lipsia nel 1909, è stata principalmente considerata una sorta di presentazione ovvero premessa ai quattro Fascicoli particolari che a quella seguirono negli anni dal 1909 al 1914: fascicoli nei quali, come ogni bibliografia attenta chiarisce,si trattano, al n. I, I Disegni di Federico Barocci della Collezione degli Uffizi (1090); al n. II quelli delle restanti Raccolte italiane (1910); al n. III, Sezione A, le Raccolte nell’Europa occidentale (1911); e ancora al n. III, Sezione B, i Disegni dell’altra metà d’Europa dell’Est (1914). In realtà, anche in considerazione della consistente difficoltà linguistica, aggravata – come rivelano i germanisti – da una intima complessità espressiva che è insita nella prosa scientifica dello stesso Schmarsow e al suo procedere abbastanza chiuso, l’edizione del libretto fu ad evidenza poco diffusa e ancor meno nota. E infatti la sua versione critica monografica non fu mai posta in risalto con quel peso che, dopo una seria e accurata lettura, qualunque studioso di attuale preparazione in relazione al problema interpretativo di Federico Barocci avrebbe indubbiamente giudicato meritare. La prima vera monografia moderna doveva essere orientata ad una globalità della conoscenza del personaggio e alla vastità del suo problema artistico. Il Barocci doveva esser sottratto, per giunta, al prolungato equivoco della sua collocazione, che troppo spesso restava sospesa all’interno della crisi della Maniera senza poter raggiungere la stagione della tarda controriforma, come del resto nel 1921 continuava a interpretare la pur perfetta e moderna pagina critica e formale di Hermann Voss (dal saggio introduttivo di Andrea Emiliani).

 

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